La sua è una felice sintesi rappresentativa, sostanziale ed ingenua ad un tempo, di paesaggi dell'anima, resi con la tecnica dell'acrilico e olio su tavola, nella quale le case, i bastioni, le chiese assurgono a valore di simboli d'un mondo metafisico che nella sua tensione ascensionale rivela l'aspirazione dell'uomo, mai presente ma sotteso, al trascendente. Il recupero della geometria euclidea sulle forme solide elementari, l'armoniosa disposizione di queste nello spazio in prospettiva poetica, l'uso psicologico del colore, la stilizzazione delle componenti naturali (gli alberi, la luna, gli uccelli ecc.) costituiscono la prima suggestiva proposizione dell'antinomia classica della critica d'arte : "Comprendere un'opera d'arte è comprendere il tutto nelle parti e le parti nel tutto." ( B. Croce "Problemi di Estetica").
Al fine di meglio " penetrare" nel mondo pittorico del Mirabasso è utile ricordare che egli è il portato diacronico di un flusso mistico culturale che per anni ha visto pellegrini percorrere la via Francigena in un itinerario di ascesi e penitenza, costellato da numerose opere d'arte e di fede. E per quella magia che solo l'arte può operare, le sue tavole vibrano d 'autentica poesia e ci proiettano, simbioticamente, in un passato che è fonte e matrice della nostra Umanità sulla quale si avverte, imponente, la presenza del Divino.
giorgio tellan
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